venerdì, 18 novembre 2005

Proprio mentre si stava guardando allo specchio, Gianni si accorse di avere il naso storto.
"Ohibò, questa mia mirabolante avventura non può cominciare così" pensò Gianni "I discendenti di Pirandello Luigi mi accuserebbero di plagio (o quasi plagio, visto che non ho moglie)"
Per questo motivo Gianni stabilì che in realtà il suo naso era dritto: era tutto il mondo ad essere storto.
Questa avventura di Gianni quindi comincia così:
Proprio mentre si stava guardando allo specchio, Gianni si accorse che tutto il mondo attorno al suo naso era storto e il suo naso perfettamente dritto. Quindi uscì di casa.
A Gianni sembrava strano tutto quel mondo storto attorno a lui, anzi a dire il vero era tutto storto anche lui, con l'eccezione del naso. Per questo motivo Gianni cominciò a sentirsi molto solo e triste e decise, su consiglio di un suo grande amico passato di lì per caso e mai più rivisto, di andare da un bravo psicanalista. Il migliore sulla piazza era Morello Raffaello, ma Gianni era agorafobico e quindi ne cercò uno fuori dalla piazza, trovando un certo signor Frello Sigismondo che viveva in un vicoletto buio. Gianni prese un appuntamento per il giorno successivo. Quindi andò.
"Salve Frello Sigismondo, so che lei è il miglior psicologo non in piazza, ma in vicolo e per questo le voglio spiegare subito il mio problema: essendo tutto storto a parte il mio naso, quest'ultimo e, conseguentemente, io ci sentiamo alquanto soli":
Ora bisogna ricordare che Frello Sigismondo era molto sordo ed essendone consapevole aveva preso la buona abitudine di ripetere la frase del suo paziente per sapere se aveva capito bene.
"La frase che lei ha detto è la seguente? 'Saldo un fragolo rotondo, so chi sei: il baglior psicotico con la razza, ma nel veicolo essa resta e la voglio stirare. Dubito il suo sistema che sente tutto storto ad arte: è un caso che mi multino sapientemente. Oddio ci vendiamo a 4 soldi'. Giusto?" disse quindi Frello Sigismondo.
"Direi di no, la frase che ho detto non è proprio questa" balbettò Gianni tutto rosso e imbarazzato.
"Mi fa piacere, vuol dire che il mio trattamento medico per riacquistare l'udito sta avendo effetto. Però credo di non aver compreso del tutto la sua doma..."
Gianni lo interruppe e cercò di rispiegargli tutto. Passarono 5 ore e 27 minuti, ma alla fine ci riuscì.
"Provi a cercare qualcosa di dritto come il suo naso. Potrebbe servire a sentirsi meno solo e perché no, a trovare l'amore. le consiglio la torre di Pisa".
"Grazie" disse Gianni, dopodiché schizzò fuori e si diresse subito a Pisa.
Arrivò nella Piazza dei miracoli e con suo sommo stupore la torre era storta dall'altro lato, quindi secondo quel suo nuovo modo nasocentrico di comprendere il mondo, la torre di Pisa era più o meno orizzontale. Gianni era davvero sconfortato, ma abbassando lo sguardo in segno di disagio e disperazione, notò un piccolo cane con la coda perfettamente allineata al suo naso. Gianni sorrise, prese il cane in braccio, lo baciò appassionatamente e gli chiese di sposarlo.
"Mi vuoi sposare?" disse Gianni
"Bau" rispose il cane, prima di correre verso un freesbee che passava di lì.
E vissero felici e contenti: Gianni sentendosi meno solo e Cane sentendosi più freesbee.

FINE

postato da: Mirabolante alle ore 06:45 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 31 ottobre 2005

Alla fine del 1999 Gianni capì che non gli sarebbe mai più capitato di vivere in un anno con tre 9. Per questo Gianni fu molto triste e decise di dedicare un'intera giornata alla ricerca di una sostanza in grado di farlo vivere fino al 2999. Per questo si recò da uno stregone chiamato Nostromos Michele.
"Salve, sono Gianni"
"Ovviamente lo so, sono uno stregone" rispose Nostromos Michele
"Volevo chiederle se..."
"Ovviamente lo so, sono uno stregone" rispose Nostromos Michele
"Volevo chiederle questa cosa perché i tre 9 mi mancano già un..."
"Ovviamente lo so, sono uno stregone" rispose Nostromos Michele
"Visto che sa tutto, allora mi dica, c'è una soluzione a questo mio dilemma?" chiese Gianni
"Quale dilemma?" rispose Nostromos Michele
Al che Gianni decise di andarsene senza salutare a sbattendogli la porta in faccia. Per strada incontrò un ragazzo magro come un grissino che lo salutò.
"Ciao Gianni" disse il ragazzo come il grissino
"Ciao" disse Gianni
"Come ti chiami?" chiese il ragazzo come il grissino
"Ovviamente lo sai, sei un ragazzo come un grissino" rispose Gianni
"Cosa so?" rispose il ragazzo
Al che Gianni decise di andarsene via di là senza salutare.
Arrivò in una piazza e lì non incontro nessuno.
"Meno male che non ho incontrato Nessuno, è così antipatico quel tipo" esclamò Gianni rivolgendosi a qualcuno
"Io non lo posso vedere, quando ci sono io non c'è lui" rispose Qualcuno
"E' vero, non ci avevo mai pensato, sei in gamba"
"Ovviamente lo so, sono qualcuno" rispose Qualcuno che decise di andarsene
Non appena se ne andò Qualcuno arrivò, come previsto, Nessuno.
"Possibile che nessuno sappia dirmi se è possibile creare qualcosa che mi faccia vivere per 1000 anni!?" stava urlando nel frattempo Gianni.
"Ovviamente è possibile, sono Nessuno" rispose Nessuno che Nessuno aveva tirato in causa (infatti si era tirato in causa da solo)
"E quale sarebbe la risposta?" chiese Gianni non molto convinto, perchè fin da quando era piccolo gli avevano detto di non fidarsi di nessuno.
"La risposta è che nessuno (cioè io) lo sa (cioè lo so), ma non te lo posso dire perché se no lo saprebbe qualcuno e perderei l'esclusiva, oltre che favorire un mio concorrente diretto"
"E' vero, non ci avevo pensato, sei in gamba, grazie" disse Gianni col volto illuminato di gioia
"Ovviamente lo so, sono Nessuno" rispose Nessuno

FINE

postato da: Mirabolante alle ore 19:27 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 15 ottobre 2005

Il 37 Dicembre Gianni si svegliò alle 34.01.
"O mio dio, sono vittima di uno scompenso temporale" pensò Gianni tutto preso dallo stupore. "Proverò a chiamare il mio amico esperto della moderna paragnostica temporale".
Gianni prese la cornetta e digitò il numero del suo grande amico Davide Bovi, che aveva conosciuto il giorno prima.
"Pronto Davide, che giorno è oggi? E' per caso il 37 Dicembre?" chiese Gianni decisamente turbato.
"No, è semplicemente il 13 Ottobre" rispose Davide con un insolito tono sensuale.
"Ah, è vero, avevo sbagliato a guardare il calendario, grazie lo stesso" esclamò Gianni pensando "Oh, io stupido!"
"Prego"
"Scusa, ma ora che ci penso, tu che sei Davide Bovi, non sarai mica la versione italiana di David Bowie?"
"Certo, e ti dirò di più, proprio stasera alle 21.36 ci sarà un incontro internazionale delle versioni straniere dei vips. Se vuoi, sei invitato, anche se non sei una versione straniera di un vip. Ti raccomando io al presidente Giorgio Vudoppio Busco"
"Ok, a più tardi, mi piace essere raccomandato"
In effetti l'ora esatta non era 34,01, ma le 8,30 del mattino, come poté ben sentire dalla radio locale situata nel locale adibito a locale per fare il bagno. Si poneva ora un importante nonché molto interessante problema: che fare nelle 13,06 ore successive? Gianni, preso dal dubbio e dallo sconforto meditò il suicidio, ma alla fine decise di costruire un orologio atomico a Bombay. Si fece una bella doccia, si vestì, uscì di casa e si diresse verso l'aeroporto. Gianni comprò il biglietto e si rese conto di essere il ritardo. Andò di corsa dal suo amico Davide Bovi.
"Ciao Davide" disse Gianni
"Ciao Gianni" disse Davide
"Che ne dici di presentarmi i tuoi amici?" disse Gianni
"Ok" disse Davide "questo è Serghei Lev, la versione russa di Sergio Leone, questo è Andreas Agas, la versione Colombiana di André Agassi e quello è Robert Veryfinethanks, la versione Australiana di Roberto Benigni"
"Ciao amici" disse Gianni "io sono Gianni"
"La versione di...?" esclamarono perplessi tutti gli altri in coro
"Di...?" rispose Gianni balbettando perplesso
Al che tutti capirono che era un infiltrato, lo mandarono via a calci in culo e andarono a prendersi un bel drink, che è la versione americana della bevanda.

FINE

postato da: Mirabolante alle ore 19:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 14 ottobre 2005

Era una notte buia e tempestosa a Sidney, ma a Gianni non importava granché, lui era a Roma e lì c'era bel tempo. Inoltre era anche giorno.
"Sono proprio fortunato a trovarmi in questo luogo e non, per esempio, a Sidney" pensò Gianni "Roma è una gran bella città ricca di monumenti e Sidney no. Inoltre qua è una bella giornata mentre là è una brutta nottata"
Poi però si sentì in colpa e quindi decise di invitare tutti i suoi amici di Sidney nella sua casa a Roma.
Gianni non aveva nessun amico a Sidney, quindi ospitarli non fu un problema. Gianni fece fare un giro per le vie di Roma ai suoi amici di Sidney, che una volta giunti in quella magnifica capitale europea volevano proprio vedere se era così bella come tutti dicevano. Gianni quindi fece loro da guida.
"E questa invece è Piazza di Spagna che si trova a Roma" disse Gianni non appena giunto a Piazza di Spagna che si trova a Roma.
"Però è strano che a Roma ci sia Piazza di Spagna anche se si trova in Italia" non espressero questa considerazione i suoi amici di Sidney.
"Avete ragione" rispose Gianni "non ci avevo mai pensato, vedrò di informarmi in giro".
Per fortuna di Gianni il giro passava proprio di lì.
"Come mai Piazza di Spagna se Roma è in Italia?" chiese Gianni a un ciclista del giro che non rispose perché stava tirando la volata al suo compagno, che non riuscì a prenderla al volo, perchè era già volata.
Per questo motivo, Gianni venne malmenato da tutti, passò tutta la notte in ospedale e non riuscì mai a scoprire quell'intricato mistero della Piazza spagnola capitata per caso a Roma.

FINE

postato da: Mirabolante alle ore 20:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:
sabato, 08 ottobre 2005

Un pomeriggio come tanti Gianni prese l'autobus. Salì sull'autobus e si sedette sull'autobus.
"Ti conviene sedertici dentro" gli suggerì un controllore da là giù, ma Gianni fece finta di non ascoltarlo, o forse non aveva proprio udito il suo ammonimento perché teneva delle cuffie con la musica ad altissimo volume.
"Questa musica è voluminosa " pensò Gianni dopodiché si addormentò.
Si risvegliò 4 giorni dopo in una località sconosciuta. Scese dall'autobus e avvicinò un passante.
"Mi scusi passante, mi piacerebbe sapere in che località mi trovo"
"Non lo so, questa località è sconosciuta" rispose il passante, ma Gianni non lo sentì perché aveva ancora alle orecchie le cuffie con la musica voluminosa.
"Parli più forte, non sento" urlò Gianni, ma il passante, essendo passante, era già passato. Gianni pensò che quel passante essendo passato, ormai apparteneva al passato. e con in mente queste parole sagge si allontanò allegramente verso una nuova meta.
Dopo un po' si ritrovò in un campo da rugby: "Cerco una nuova meta" disse a quegli strani giocartori di rugby.
"Anche noi" risposero loro in coro
"Potremmo fare la strada insieme" suggerì Gianni
"Ok" dissero loro
"Mi piace parecchio raggiungere nuove mete  e nuovi traguardi" pensò Gianni tutto allegro e soddisfatto dall'incredibile avventura che lo aveva visto protagonista.
E visse felice e contento costruendo (e asfaltando) nuove strade e raggiungendo nuove mete insieme alla sua squadra di rugby del cuore.

FINE

postato da: Mirabolante alle ore 12:25 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 08 ottobre 2005

Alle sette e un quarto Gianni prese un caffé nero come l'oro nero. Forse qualcuno aveva sbagliato, ma in effetti trattavasi proprio di oro nero nero come il caffé nero e non, come aveva creduto Gianni, viceversa. Gianni sputò il contenuto della tazzina di plastica bianca e si lasciò andare ad un'espressione di disgusto.
"Chi è che ha messo dell'oro nero al posto del caffé nero che avevo chiesto nella tazzina di plastica bianca?" esclamò arrabbiato e anche un po' disgustato.
"La plastica si ricava dal petrolio detto anche oro nero, quindi, plastica e oro nero sono la stessa cosa, quindi la plastica bianca è oro nero bianco, ma questa è una contraddizione." disse un uomo perplesso che passava di lì, o forse lo pensò solamente, perché nessuno gli diede retta.
"Allora, chi ha combinato questo casino di oro e caffé neri confondendo le due sostanze nere lo dica subito!" continuò ad insistere Gianni.
"Ebbene sì, sono stato io" disse Gianni a se stesso. E in effetti il caffé nero che in realtà era oro nero l'aveva preparato lui.
Gianni si diede uno schiaffo forte e si licenziò.
"Poco male" pensò "tanto ero disoccupato"
A quel punto Gianni si stupì di se stesso: aveva degli incredibili poteri telepatici. Era riuscito a leggere nei pensieri di Gianni. Gli rispose che comunque era licenziato e se ne sarebbe dovuto andare via da lì e che non lo voleva più rivedere.
"Ok" disse Gianni
"Ciao" si rispose.

FINE

postato da: Mirabolante alle ore 12:07 | Permalink | commenti (1)
categoria: